Paulo Sergio: “Va dato tempo a Di Francesco. Sapevo che Totti sarebbe diventato un’icona”

Paulo Sergio: “Va dato tempo a Di Francesco. Sapevo che Totti sarebbe diventato un’icona”

L’ex attaccante giallorosso: “Tommasi è un esempio. Ricordo Totti quando sono arrivato, aveva una grande personalità”

di Redazione, @forzaroma

Dopo un inizio di stagione sprint, la Roma di Eusebio Di Francesco ha rallentato decisamente la sua corsa e ha perso punti importanti nella lotta scudetto, allontanandosi sensibilmente da Napoli e Juve. Sul banco degli imputati è finito anche il tecnico abruzzese, al suo primo anno sulla panchina giallorossa. Uno che lo conosce bene è Paulo Sergio, indimenticato attaccante brasiliano alla Roma dal ’97 al ’99. Le sue parole:

PAULO SERGIO A SKY

“Di Francesco ha cominciato bene il suo lavoro con la Roma, ora gli va lasciato un po’ di tempo per sistemare la tattica. Anche Guardiola ha avuto bisogno di tempo. Di Francesco può fare grandi cose. Sono stati tempi bellissimi a Roma, dove ho imparato tantissimo. Una bella città, sono stato due anni ma volevo rimanere di più. Contro il Milan è stato un bellissimo gol. Ci sono due partite che ricordo benissimo, questa col Milan e anche quella con la Juve dove abbiamo vinto all’Olimpico con l’assist di Totti. Sono stati tempi bellissimi che non dimenticherò mai. Ho giocato con la nazionale brasiliana e abbiamo fatto un’amichevole con il Milan di van Basten e Baresi, poi l’ho affrontato con la maglia della Roma”.

Su Tommasi e l’assenza dal Mondiale: “Tommasi sta facendo bene da dirigente. E’ sempre stato un bravo ragazzo, in gamba. Non ho mai avuto problemi con lui, era un esempio da calciatore e ora lo è anche da dirigente. L’Italia fuori dal Mondiale è un peccato, anche per noi brasiliani. Se l’Italia fosse stata al Mondiale sarebbe stata una delle favorite. Nel 2006 nessuno si aspettava che potesse vincere. Ho anche io dei ricordi nella finale del 1994, mi dispiace tantissimo non vederla ai Mondiali. Il calcio italiano è molto cambiato, prima lo vedevo e c’erano giocatori come Junior, Careca, Casagrande, Socrates, Falcao. Ora non ci sono più. Mi hanno chiesto chi è il giocatore brasiliano più importante in Italia e io ho risposto Alisson”.

Su Totti: “Lo metterei sicuamente nella mia top 10. Sono arrivato nel ’97, aveva appena cominciato a giocare alla grande, con personalità. Senza dubbio ‘Chicco’ farebbe parte della mia squadra se ne facessi una. Mi ha fatto tantissimi assist. Aveva una forte personalità e per questo nessuno sbagliava mai nel dire qualcosa. Parlava tantissimo con Aldair, parlava molto con noi”.

Su Guardiola e Ancelotti al Bayern e la Bundesliga: “Guardiola ha fatto un grandissimo lavoro, ha anche cambiato la nazionale tedesca che poi ha vinto il Mondiale. Ha avuto dei problemi con alcuni giocatori e se n’è andato. Di Ancelotti mi è dispiaciuto tantissimo, aveva perso qualcosa nello spogliatoio. Erano cambiati tantissimo i dirigenti. In Germania ci sono 41mila spettatori di media, ora è uno dei grandi campionati”.

PAULO SERGIO A FOX SPORT

“Il campionato italiano è uno dei più belli. Io ho avuto la possibilità di giocarci, ho fatto 2 anni a Roma e penso di aver fatto bene e infatti ho avuto il contratto con il Bayer. Avevamo una grande squadra e quando sono andato via è arrivato Capello e ha vinto lo scudetto. Ho un ricordo bellissimo. La partita con la Juve è il momento più bello, ho fatto un gol bellissimo che tutti i romanisti ricordano. La mia pasta preferita era l’amatriciana. Zeman l’ho visto due anni fa e abbiamo visto una partita insieme. Il mio ricordo di lui sono i gradoni (ride ndR). Abbiamo fatto un bellissimo calcio con lui”

Su Totti: “Era un giocatore intelligente. Già da giovane faceva cose meravigliose. E’ stato un grandissimo, è stato un piacere giocare con lui. Immaginavo che sarebbe diventato un simbolo, aveva una voglia troppo grande e per questo è diventato un’icona”.

 

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