Pallotta: “Vendere a volte è obbligatorio. La Juve come pagherà Ronaldo?”

Pallotta: “Vendere a volte è obbligatorio. La Juve come pagherà Ronaldo?”

Siparietto social tra il presidente giallorosso, Manolas e Kluivert che si intervistano a vicenda

di Redazione, @forzaroma

La tournée della Roma è ai titoli di coda. Questa notte l’ultima partita dell’International Champions Cup contro il Real Madrid, prima, però, un simpatico siparietto social tra James Pallotta, Justin Kluivert e Koastas Manolas che si intervistano tra di loro. Ecco le domande dei due giocatori al Presidente:

 

Manolas a Pallotta: Sul tuffo in fontana
Pallotta: “Con il senno di poi posso dire che non stavo pensando affatto. Ero preso dal momento. Non ricordo di preciso chi segnò il terzo gol contro il Barcellona (ride, ndr). La cosa incredibile è che quando hai segnato non mi sono messo a esultare, ma ho guardato lo stadio e non riuscivo a credere quanto felici fossero le persone. Era incredibile. E’ stato bellissimo ha mostrato l’essenza dello sport. Anche se sei un giocatore professionista, in un momento come quello è come se tornassi bambino. Quando siamo tornati in hotel in Piazza del Popolo c’era tutto il personale, saranno state 25 persone che indossavano magliette della Roma. Sono entrato e uno di loro ha detto che c’erano migliaia di tifosi alla fontana e che avrei dovuto salutarli. Zecca e gli altri cercano di dissuadermi ma ho pensato che sarebbe stato divertente. Mentre stavo andando mi sono messo a guardare la fontana e poi i tifosi. Ho iniziato a togliermi la giacca e la cravatta e ho pensato ‘ok facciamolo di nuovo’. Non era la prima volta che entravo in una fontana, ma è stata la prima volta che mi hanno multato per questo. Non credo stessi veramente pensando. Ma ne è valsa la pena.”

Manolas a Pallotta: “Qual’è stato il giocatore più difficile da far partire per lei?
Pallotta: “Mi piaceva molto Salah. Molti ancora non sanno che non  avevamo scelta, dovevamo lasciarlo andare. E’ stato difficile aveva ancora un anno di contratto. Ha chiesto di essere ceduto e di tornare in Premier League. E’ stato difficile. Anche con Alisson è stato difficile. Radja era un guerriero. Non è facile, è come chiedere chi è il tuo preferito tra gli undici titolari. In molti casi non hai scelta. All’esterno molti pensano di si, ma molte volte non ne hai. Allora speri di acquistare giocatori di personalità che siano migliori. La gente pensa che sia facile acquistare e cedere i giocatori , ma non è così per me e lo staff. Ci sono molti fattori da considerare e molte volte non hai scelta”.

Kluivert a Pallotta: “I giocatori più anziani dicono che lei compra una Lamborghini a chi segna almeno 10 gol, è vero?”
Pallotta: “Ho regalato una Lamborgini, ma le altre erano Ferrari”.
Kluivert: “Lo farà anche quest’anno?”
Pallotta: “Solo se segni 30 gol! Se segni 10 gol… vuoi una Lamborghini? Che macchina vorresti? Che macchina hai ora? Guidi? Hai la patente?”
Kluivert: “Sì!”
Pallotta: “Pensavo fossi troppo giovane… una Mercedes nuova, va bene?”
Kluivert: “Sì, potrebbe andar bene”.
Pallotta: “Dovremmo pensarci, una Lamborghini per 10 gol, potrebbe valerne la pena”.
Manōlas: “Penso che questa domanda fosse per me”.
Pallotta: “Era per te? Non credo segnerai 10 gol, no?”
Manōlas: “Ne ho segnati 5…”
Pallotta: “Se ne segni 10, ti regalo una Lamborghini, anzi noi, poi diventate tutti pazzi!”
Manōlas: “Ne ho già una!”.
Pallotta: “Hai una Lamborghini? Davvero? Di che colore?”
Manōlas​​​​​​​: “Bianca. Sta arrivando, dall’America. Non ho ancora pagato, vuole farlo lei?”
Pallotta: “Se segni 10 gol ti pago la benzina per i prossimi 5 anni”.

Manolas a Pallotta: Quando De Rossi si ritirerà sarò io il capitano?
Pallotta: “Non sono io a doverlo decidere. Credo che debbano essere i giocatori a doverlo decidere chi sarà il capitano, a seconda di chi è il leader della squadra o di chi ha aiutato a guidare la squadra che siano stato o meno capitani. Devo dirti che da quando sei arrivato sei cambiato in maniera davvero positiva. Io, e credo anche la squadra, pensiamo che in passato tu sia stato un giovane molto sicuro di sé e anche un po’ ed è stato positivo che presuntuoso, ed è stato positivo che tu abbia attraversato quel periodo. Ma credo che tu sia cresciuto molto, l’ho visto anche nella scorsa stagione. Me lo dicono tutti, sei diventato una persona matura e un grande compagno di squadra. Non credo il motivo per cui non debba continuare su questa strada, Credo che continuerai ad essere un punto di riferimento all’interno della squadra. Sono davvero contento di quello che hai fatto in questi anni e sono felice che tu sia qui.
Manolas: “Grazie”

Manolas a Pallotta: “E’ lei a capo dell’account Twitter della Roma?”
Pallotta: “Se lo gestisco io? No, lo gestisce qualcuno in Nigeria (ride).

Manolas a Pallotta: Cosa ha pensato quando la Juve ha acquistato Ronaldo?
Pallotta: “Ho pensato che fosse positivo per la Serie A, innanzitutto. Non lìho presa come se fosse una cosa negativa per la Roma, per niente. E’ un giocatore spettacolare, probabilmente uno dei più forti di sempre. Ma non ho pensato ‘Oddio la Juve ha preso Ronaldo’. Ho pensato fosse una cosa positiva per il campionato italiano perché negli ultimi anni la Serie A era un po’ sottovalutata nel resto del mondo. Credo che la Serie A sia un ottimo campionato in tutte le sue componenti. In Spagna, ad esempio, ci sono 4 o 5 squadre forti, in Germania e Francia ce ne sono poche, in Premier 6 o 7, in Serie A ce ne sono altrettante. Per molte squadre è difficile andare a giocare in certi campi. Tatticamente e strategicamente sono partite completamente diverse rispetto ad altre partite di altri campionati. Quindi non pensavo “Verrà qui per segnare 60 gol”. Beh, speriamo che non lo faccia, ma ho pensato che qui avrebbe avuto potenzialmente più difficoltà rispetto alla Spagna. Non sto cercando di spronarlo affinché mi smentisca. Penso semplicemente che in Italia sia diverso e prima di tutto credo che sia importante per la Serie A. . Poi stavo cercando di capire come diavolo lo avrebbero pagato! (ride) Lo pagheranno tanto…”

Kluivert a Pallotta: “Quando aveva 19 anni, la mia età, cosa faceva nella vita e pensava che un giorno avrebbe avuto successo?”
Pallotta: “A 19 anni avevo appena terminato il primo anno al College e devo dire che avevo appena trascorso un anno molto positivo. Al college si può avere una media fino a 4.0, che significa avere tutte A. E al mio primo anno avevo una media di 1.1 (ride). Stavo andando davvero bene. Mi ricordo che a 19 anni mio padre mi chiese: ‘a che cosa stai pensando?’. Ed io gli ho risposto che non stavo pensando affatto. Non avevo idea di quello che avrei fatto, non pensavo che un giorno avrei avuto successo. Non lo pensavo minimamente a quel tempo, no. Pensavo ad andare avanti e che magari non avevo iniziato il college al meglio”.

Kluivert a Pallotta: “Ha fatto arrivare due giocatori questa estate, sono io il suo preferito?”
Pallotta: “11 giocatori questa estate! Tu il mio preferito? Certamente! Appena esco, quando Pastore mi chiederà la stessa cosa io risponderò allo stesso modo (ride)”.

Kluivert a Pallotta: “In radio ha detto che le ricordo un giovane Allen Iverson. Cosa voleva dire?”
Pallotta: “Intendevo dire il modo in cui Iverson riusciva a eludere gli avversari con i suoi movimenti. Quando vedo quel filmato alcuni movimenti e alcune giravolte e il modo in cui lasci di sasso gli avversari. E’ una cosa che Allen faceva molto, gliel’ho vista fare molte volte. Li lasciava di stucco prima di cambiare improvvisamente. Intendevo questo”.

Manolas a Pallotta: “Se vi ricordate ha perso contro la Grecia. In una semifinale. Se lo ricorda o no?”
(FINE)

 

 

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