La Roma non corre più: la condizione atletica è tra le cause degli insuccessi

La Roma non corre più: la condizione atletica è tra le cause degli insuccessi

Per Di Francesco il problema è mentale, ma nella classifica dei primi 75 calciatori per media di chilometri percorsi ci sono solo Nzonzi (17esimo) e Perotti (33esimo). E fanno peggio solo cinque squadre di Serie A

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

Passo indietro di un mese. Era il 23 settembre e la Roma toccava il suo punto più basso della gestione Di Francesco con la sconfitta contro un Bologna in cerca dei primi tre punti. Un tracollo al quale il tecnico trovò subito una risposta: “La condizione fisica è una scusa, è l’aspetto mentale quello che conta”. Insomma, più che un preparatore serve un bravo psicologo. E Di Francesco sembrava aver preso il sigaro di Freud e steso la sua Roma sul lettino, riuscendo a tirar fuori i problemi: risultato quattro vittorie consecutive tra campionato e Champions e una squadra che sembrava finalmente guarita. Dopo la sosta il crollo con la Spal, alleggerito dai tre gol e tre punti contro il CSKA, prima del pareggio col bunker al San Paolo. Un’altalena difficile da spiegare, se non con l’unico comune denominatore: la Roma non corre più. Sia nella classifica individuale che in quella di squadra, i giallorossi si trovano solo se si ‘scrolla’ parecchio verso il basso.

PEROTTI? – Se Perotti è uno dei due giallorossi nella graduatoria della media dei chilometri percorsi in Serie A, qualcosa vorrà dire. Il desaparecido argentino causa infortuni ha giocato solo 98′ in campionato (tutti a Bologna, oltre ai 28′ in Champions), nei quali ha percorso 10,916 chilometri, prestazione che gli vale il 33esimo posto. Meglio di lui solo Steven Nzonzi (17esimo) – sui social raccontato come quello che “non si muove” -, che di media fa 11,227 chilometri. I migliori sono Marcelo Brozovic (11,923) e Lucas Biglia (11,911). Ottavo è Kevin Strootman: gli 11,569 chilometri contro il Torino nella sua prima e ultima apparizione stagionale in giallorosso gli sono valsi un posto nei primi dieci, prima che la Roma decidesse di privarsene.
Sorprende Allan: è addirittura l’unico azzurro nei primi cento, ma il Napoli tiene più il possesso palla (60,3% contro il 56,1% dei giallorossi), tira di più verso la porta (144 contro i 132 della Roma) ma soprattutto è ultimo in classifica per parate, segno che è meno costretta a correre indietro per difendersi.

SQUADRA – E a livello collettivo le cose forse vanno addirittura peggio. Genoa, Udinese, Sampdoria, Spal e Frosinone sono le uniche cinque squadre che corrono meno della Roma di Di Francesco. I 106,496 chilometri a partita di media valgono un deludente quindicesimo posto, alle spalle (oltre a tutte le big) di realtà come Empoli, Parma, Chievo e Cagliari. In più ci si mettono gli infortuni: sedici da inizio stagione, tra muscolari e traumatici, che hanno coinvolto dieci giocatori e più volte hanno costretto Di Francesco a mettere in campo chi non avrebbe potuto esserci. A Firenze, senza De Rossi, toccherà a Cristante: l’ex Atalanta sarà chiamato a riscattare le ultime prestazioni: con 7,347 chilometri di media è tra i peggiori della rosa visto che peggio hanno fatto solo Luca Pellegrini, Kluivert, Zaniolo e Coric, che in tutto hanno totalizzato solo 384′. Alzare i giri del motore è diventato un obbligo.

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  1. encat - 3 mesi fa

    La Roma purtroppo si indebolisce ogni anno, la posizione in classifica di oggi rispecchia fedelmente la strategia dei geni americani, vendere a tanto, comprare a poco e poi i risultati chissenefrega. Se poi si aggiunge a tutto questo una preparazione deficitaria, i risultati sono ancora peggiori di quelli attesi. Già dalla vittoria fortunosa di Torino ad agosto si era capito che la Roma non era pronta, che qualcosa non andava.
    Queste tournée estive in giro per il globo servono solo al presidente a distanza per il suo marketing, ma per la Roma sono deleterie, quest’anno non c’è stata nemmeno una partenza buona, abbiamo iniziato male e non troviamo continuità, intanto le altre scappano e a noi ci supera pure il Torino, con tutto il rispetto…
    E poi io non capisco una cosa: sono stati mandati via Norman e Lippie che sembravano la causa di tutti i mali del mondo, e dopo un anno siamo di nuovo allo stesso punto con la squadra che cammina? Non viene il dubbio che qualche lacuna ce l’abbia anche un tecnico evidentemente sopravvalutato? Mi pare che a questo punto nessuno sia più intoccabile, gli alibi sono finiti da un po’

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  2. cpg35600 - 3 mesi fa

    Perchè, Voi tifosi, non rispondete? Vogliamo aprire un dibattito che possa far smuovere la staticità dei responsabili di questa nostra amata squadra!

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  3. cpg35600 - 3 mesi fa

    Ci vuole coraggio nelle decisioni! Inutile lamentarsi, che la Roma cambi tutto lo staff tecnico, atletico/preparatorio che, sembra, non sia stato capace di far lavorare IN PALESTRA (e meno sul campo) i calciatori a sua disposizione! Ricordate il sistema di Zeman con le corse sui gradini delle tribune? Qualcuno lo criticò, ma è stato fruttuoso per la Roma e i calciatori del tempo.

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