Juan Jesus, la rinascita senza social: ecco come ha stupito Di Francesco

Juan Jesus, la rinascita senza social: ecco come ha stupito Di Francesco

Il brasiliano con lo smartphone era uno dei più attivi di tutta la Roma: da un po’ di tempo l’ha messo da parte e anche il rendimento ne ha beneficiato

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

In Spagna Sergio Busquets viene ritenuto lo “strano”. Per trovare informazioni o sperare in sue dichiarazioni dimenticatevi dei social. Non ne ha e li detesta.
Non è questo il caso di Juan Jesus: il brasiliano fino alla scorsa stagione era forse il più attivo e più apprezzato di tutta la Roma a suon di like e retweet. Li usava per qualsiasi cosa: per scherzare, per festeggiare insieme ai compagni dopo una vittoria o per lanciare messaggi positivi. Divertiva e si divertiva.
Quest’anno, però, agli occhi dei più attenti non sarà sfuggita la sua scomparsa dalle bacheche degli smartphone. Su Instagram il suo profilo è sparito, su Facebook e Twitter c’è solo botta e risposta simpatico con l’amico Nainggolan. Strano, per uno che tra vignette e battute aveva conquistato tutti. Il motivo è semplice: ha scelto di staccare la spina per concentrarsi esclusivamente sulla Roma in un momento in cui non riusciva a entrare nelle rotazioni di Di Francesco.

FOCUS – Dopo aver passato il girone di Champions, si tolse un sassolino dalla scarpa prendendo in giro su Instagram Griezmann, che al momento del sorteggio aveva postato un “me gusta”. Pochi minuti prima della rimonta col Barcellona aveva citato addirittura Jovanotti, risultando poi validissimo profeta. Ma anche il consiglio di “vestirsi meglio” a Nainggolan una volta ufficializzato il suo passaggio all’Inter, o il virale Eugenio, il pupazzo brasiliano autoprodotto una volta salutato l’amico Alisson dopo gli addii di Gerson, Castan, Bruno Peres ed Emerson (e si definì “il vincitore dell’Isola dei Famosi edizione ‘la favela’). Tutto questo era il Juan Jesus social, per il quale aveva anche creato l’hashtag personale “JJLupo”.

Jesus Cuscino

Ad inizio stagione, nonostante il rendimento tutt’altro che esaltante di Fazio, è sempre rimasto a guardare e anche Marcano l’aveva superato nelle preferenze di Di Francesco: panchina contro Torino, Atalanta, Milan, Bologna, e Frosinone; novanta minuti solo con il Chievo in casa, oltre a due scampoli da 20’ totali tra derby e Empoli. In Champions addirittura tribuna contro il Real Madrid, prima di giocare da titolare nel 5-0 contro il Viktoria Plzen. Non gli piaceva restare a guardare, ma invece di cercare alibi ha guardato dentro se stesso per cercare le risposte. E ha deciso di eliminare ogni distrazione per dedicarsi al suo lavoro e attirare l’attenzione di Di Francesco, spingendolo a fidarsi di più di lui.

RINASCITA – E così è stato. Salutata la banda di brasiliani, i suoi grandi amici sono diventati Cristante e Santon, che già conosceva dai tempi dell’Inter. Nello spogliatoio piace per la sua spontaneità e genuinità. Di Roma, poi, è innamorato: qui è nato anche suo figlio Eduardo, avuto con la moglie Caroline.
Nelle ultime tre di campionato ha giocato da titolare. E a parte il gol (il primo in giallorosso, dopo 2002 giorni di diguno), ogni volta è stato tra i migliori: sempre nella top 5 per recuperi, palloni giocati e percentuale di passaggi riusciti (picco del 95% contro la Samp, il più alto della Roma), segno di una crescita anche in fase di impostazione. Se n’è accorto ovviamente anche Di Francesco, che ha speso belle parole per lui: “Mi dà sempre risposte importanti quando lo faccio giocare”. Chissà che non faccia riflettere anche Monchi: il suo contratto è in scadenza a giugno 2020 e sarà uno dei temi sul tavolo del direttore sportivo spagnolo nei prossimi mesi. In estate avevano preso informazioni Torino, Porto e un paio di club spagnoli, ma ci aveva pensato proprio Juan Jesus a rimandarle al mittente. Dove? Sui social, ovviamente.
Adesso presidia la porta di Olsen e non quella di Instagram e Facebook, ma se dovesse arrivare la proposta di rinnovo, forse non gli tornerebbe neanche la voglia di riprendere il telefono in mano. A Storiescuoricini c’è chi dice no.

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