“Donne di calcio”, Baldissoni: “Vogliamo investire, ma serve chiarezza” – FOTO – VIDEO

“Donne di calcio”, Baldissoni: “Vogliamo investire, ma serve chiarezza” – FOTO – VIDEO

In programma la presentazione dell’ebook dedicato al calcio femminile all’Istituto del Credito Sportivo. Il vicepresidente: “Abbiamo bisogno di condizioni e strumenti che non ci sono”. Christillin: “Lotito ci invitava a cena e poi non pagava il conto”

di Jacopo Aliprandi, @JacopoAliprandi

“Donne di calcio” è il nuovo ebook curato da “Il Sole 24 Ore” dedicato al calcio femminile. Alle 10.30 in programma la presentazione presso la sede dell’Istituto per il Credito Sportivo. In programma gli interventi di Andrea Abodi, presidente ICS, Mauro Baldissoni, vicepresidente esecutivo della Roma, e di tante esponenti del movimento calcistico femminile.
La prefazione del libro è a cura di Michele Uva, vicepresidente Uefa ed ex direttore generale della Figc.

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Ore 11.50 – Prende la parola Mauro Baldissoni“Abbiamo incominciato a occuparci di calcio femminile con le bambine Under 12, sulla spinta di Uefa e Fifa. Le cose o si fanno o non si fanno: noi abbiamo scelto di farlo seguendo l’eccellenza. Volevamo arrivare alla creazione della prima squadra in maniera organica. Volevamo raccogliere il frutto del lavoro e delle nostre esperienze. Michele Uva ci ha chiamato dicendo che voleva accelerare lo sviluppo del calcio femminile e aveva bisogno dello sviluppo di squadre professionistiche. Quindi abbiamo preso in considerazione l’idea di creare la prima squadra in poco tempo, ma in cambio abbiamo chiesto un sostegno il sostegno della Federazione. Abbiamo affrontato questo sforzo economico e amministrativo, associandoci a squadre come Fiorentina, Juventus e Sassuolo, facendolo in maniera netta e chiara. Abbiamo fatto una presentazione simbolica e mediatica molto scenografica. In quell’occasione abbiamo dichiarato che avremmo garantito la stessa copertura che diamo alla Primavera, in cui tutti i ragazzi prendono un rimborso spese ma non hanno contratti professionistici. Il primo dubbio è stato il nome: alcuni hanno scelto “women” o “ladies”. Noi abbiamo preferito di chiamarci “femminile” e di indicare la categoria di età. Siamo contenti che Sky trasmetta le partite e siamo contenti di trasmettere quelle della Roma che non vanno lì su Roma Tv. Abbiamo aperto anche un account sui canali social che segue la squadra delle ragazze e facciamo dirette su Twitter delle partite quando è consentito, arrivando a picchi di 160mila visualizzazioni.
Abbiamo detto che c’è bisogno di crescita e infrastrutture. Noi abbiamo fatto lo sforzo di recuperare il Tre Fontane. Ma siamo un po’ in difficoltà perché sentiamo incertezza per il futuro. Non abbiamo capito in Federazione dove va ad atterrare il calcio femminile, come continuerà ad occuparsene. Non abbiamo capito come queste ragazze verranno inquadrate: professionismo o no forse è una semplificazione, ma bisogna mettere le ragazze in condizione di lavorare come atlete di eccellenza. Noi dobbiamo chiedere alle ragazze uno sforzo di alto livello, ma dobbiamo avere gli strumenti per poterglielo chiedere. È difficile avere una giocatrice che viene da un campionato più evoluto, perché non siamo in condizione e non ci sono gli strumenti. Non cerchiamo risposte oggi, ma c’è bisogno di sapere queste cose. Vogliamo continuare a investire, ma serve chiarezza. Serve una struttura tecnico-organizzativa alla pari e una copertura mediatica come quella che stiamo portando avanti noi. Vorremmo sapere al più presto che tipo di sviluppo si potrà garantire”. 

Ore 11.20 – Prende la parola Milena Bertolini, ct della Nazionale italiana: “La scuola è un contenitore importante per la promozione del calcio delle bambine. A scuola si sentono accolte, non c’è la competizione esasperata, quindi si approcciano al calcio in modo molto sereno. L’impiantistica è certamente un problema, ma alla scuola elementare già si può iniziare a giocare a calcio alla palestra o dove sia. Questa pratica è propedeutica al calcio a 11. Senza società professionistiche come Sassuolo, Roma, Milan, Juventus non avremmo avuto questa accelerazione ad alti livelli. Ma adesso occorre lavorare sulla base: un conto sono le bambine che riescono a giocare in un club professionistico, ma quelle che giocano nelle squadre di quartiere hanno dei problemi e dei paletti che ancora non sono superati”.

Ore 11.10 – Josefa Idem, ex canoista e oggi politica attenta al mondo dello sport femminile: “Tanti pensano che io abbia ottenuto successi grazie alle esperienze da giovane atleta. Invece no, io ci sono riuscita nonostante tutte le esperienze di discriminazione di genere”.

Ore 11.05 – Patrizia Panico, allenatrice ed ex giocatrice: “Il Mondiale lo guardano tutti. Vedere una Nazionale scendere in campo attira spettatori, quindi per chi lo gioca è un’emozione, per chi assiste è un’opportunità per conoscere e apprezzare il calcio femminile”. E’ stato poi il turno di Josefa Idem, ex canoista e oggi politica attenta al mondo dello sport femminile: “Tanti pensano che io abbia ottenuto successi grazie alle esperienze da giovane atleta. Invece no, io ci sono riuscita nonostante tutte le esperienze di discriminazione di genere”.

Ore 10.55 – Prende la parola Evelina Christillin, membro europeo del consiglio Fifa: “Quest’anno il congresso Fifa sarà il giorno prima dell’inizio del Mondiale femminile a Parigi: è un segno importante. In Italia dobbiamo ringraziare Michele Uva che è stato il primo a credere nel calcio femminile. Lotito? Ci portava a mangiare fuori e poi non pagava il conto, che strano… (ride, ndr)”. 

Ore 10.45 – È arrivato Mauro Baldissoni, che siede in prima fila. Prende la parola il presidente Abodi: “Questa testimonianza può accelerare il processo di sviluppo del calcio femminile, non solo sportivo, ma anche, essendo il 2019 l’anno dei Mondiali a cui parteciperà l’Italia. La gioia della qualificazione è la migliore testimonianza di tutte le potenzialità che ci sono e che in parte sono espresse. Il Credito Sportivo è un potenziale, abbiamo il dovere di tirarlo fuori: speriamo che la collaborazione con il calcio femminile possa portare a un’agenda che aiuti a tirare fuori tutte le potenzialità del calcio femminile. Il consenso cresce in campo e fuori, i pregiudizi devono sparire e si deve affermare la parità col calcio maschile”.

 

 

 

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