DiFra scopre la Roma senza Dzeko: è il secondo stop muscolare in tre anni

DiFra scopre la Roma senza Dzeko: è il secondo stop muscolare in tre anni

Il tecnico non ha mai rinunciato all’attaccante bosniaco. L’ultimo stop nel 2017 con Spalletti

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

Era il 1935 quando il minatore russo Stachanov inventò una nuova metodologia di estrazione del carbone, aumentando la produttività della sua squadra di quattordici volte e raggiungendo il record di tonnellate estratte in un turno di lavoro. Chi si intende di record è Edin Dzeko, capace di segnare 80 gol in tre anni con la maglia della Roma entrando nella top 10 dei più grandi bomber della storia del club. La brutta notizia per Di Francesco è che contro l’Inter sicuramente non ci sarà per un problema muscolare al flessore, ma in attesa degli esami c’è la paura che lo stop possa prolungarsi. Difficile pensare ad una Roma senza Dzeko, per un semplice motivo: non ce n’è – quasi mai – stato bisogno. In tre anni e tre mesi, infatti, quello che ha preceduto la partita con il Real Madrid è stato solo il secondo stop muscolare. Insomma, lo Stachanov a tinte giallorosse arriva dai Balcani.

UNICUM – Bisogna tornare al 14 maggio 2017 per rivederlo fuori dai convocati per una lesione muscolare al polpaccio. Era il giorno del 3-1 sulla Juve, quello di Nainggolan che segna ed esulta davanti al settore ospiti bianconero. Uno stop forzato in un momento in cui riuscì ad essere, ancora una volta, decisivo. La settimana prima la doppietta al Milan, quella dopo un gol e un assist contro il Chievo e nell’ultima – quella dell’addio di Totti – la rete al Genoa. Un’annata da 39 gol in 51 partite e solo una partita saltata per infortunio.
Nel suo primo anno, invece, sono solo cinque le partite saltate: due (Bate Borisov e Palermo) per una lesione collaterale del ginocchio destro, due (Chievo e Milan) per squalifica e quella con il Sassuolo per una contusione.
Anche l’anno scorso il percorso è praticamente immacolato: sempre in campo in Champions e in campionato, con la sola gara del Torino saltata per squalifica.

RINUNCE – Contro il Real avrebbe voluto esserci, tanto da essere inserito nella lista dei convocati anche se non era in condizione. È vero che gli spagnoli lo stanno facendo seguire per il mercato di gennaio, ma al suo entourage non sono arrivate proposte e lui non ha intenzione di partire. Troppo competitivo per fare la riserva a Madrid, troppa voglia di essere protagonista per accettare un contratto part-time. E poi c’è Amra, che agli amici in Bosnia continua a confidare di non voler lasciare la capitale. Il rinnovo è in stand-by, perché la società non è convinta di prolungare il contratto di un calciatore che a giugno 2020 avrà 34 anni. Intanto, chi non rinuncia mai a lui è Di Francesco, che contro l’Inter sarà costretto a farlo per la prima volta da quando è tornato a Roma da allenatore. Un altro piccolo record. Ma di questo avrebbe volentieri fatto a meno. 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy