Dalle Sculture ai giochi virtuali: Gordon Dorett dà vita allo stadio della Roma “new wave”

Dalle Sculture ai giochi virtuali: Gordon Dorett dà vita allo stadio della Roma “new wave”

Nel connubio tra passato e presente nasce la nuova casa dei giallorossi. Il capo della Forrec racconta i dettagli del Convivium e svela: “Il genio dietro tutto è Pallotta”

di Valerio Salviani, @vale_salviani

Cambiamento e evoluzione. Sono questi i due pilastri sui quali si costruirà il nuovo stadio della Roma. James Pallotta ci ha raccontato in questi anni come ha immaginato e progettato la nuova casa dei giallorossi e ci ha spiegato a più riprese l’idea di base dell’intero progetto: lo stadio vivrà 365 giorni l’anno, oltre le partite, oltre il calcio. L’uomo che lo renderà possibile si chiama Gordon Dorett, anima della Forrec, la società a cui è stato affidato il compito di “dare vita” allo stadio della Roma.

STADIO NEW WAVE – Dorett ha recentemente abbandonato il suo ruolo di CEO e presidente della Forrec per calarsi appieno in diversi progetti creativi, tra cui ovviamente lo stadio della Roma. “Il genio dietro a tutto è Pallotta. Vuole creare una nuova casa per la squadra e stabilire quella che io chiamo ‘la new wave’ dello sport – racconta Dorett al portale americano Blooloop -. Abbiamo ascoltato e capito la sua visione e ci siamo presi al volo”. Dopo aver lavorato per un paio di anni con architetti tradizionali, Pallotta ha deciso di affidarsi alla Forrec, azienda con base a Toronto leader nella costruzione di parchi a tema. La cornice che circonderà lo stadio però non sarà a nulla di simile. “Abbiamo pensato a qualcosa di innovativo, che resta però fedele alle radici di Roma. Ci siamo chiesti, perché i romani dovranno fare mezz’ora di macchina fuori dalla città per venire a visitare questo posto? Dovrà esserci il senso della scoperta e il senso del movimento”.

SCULTURE E GIOCHI VIRTUALI – Un viaggio nel futuro, tenendo i piedi ben ancorati al passato. Dorett, canadese atipico che ha girato il mondo in cerca di ispirazione, e ha collaborato con colossi quali Coca-Cola, Marvel, Formula 1 e Hyundai Group, non fa fatica a definire lo stadio della Roma “uno degli ‘spazi per persone’ tra i più studiati al mondo”. La sua firma nel nuovo impianto sarà ben visibile: “Vogliamo costruire un parco artistico con delle sculture. Saranno predisposte aree dove sarà possibile ammirare opere contemporanee o, eventualmente, anche opere prese in prestito dalle maggiori istituzioni artistiche di Roma”. Magari, davanti all’ingresso, una ben visibile di Francesco Totti, in stile Michael Jordan a Chicago. Lo storico capitano sarà sicuramente presente, oltre che nella Hall of Fame, anche nella parte futuristica del Convivium attorno allo stadio. “Stiamo studiando una serie di soluzioni tecnologiche – spiega Dorett -. Ci potrebbero essere degli enigmi mentre cammini, semplici nomi scritti sui mattoni, potrebbe esserci lo stemma della Roma, potrebbe trattarsi di stelle del passato. Mentre vaghi puoi usare indizi per rispondere alle domande. Devi quindi trovare vari artefatti che riguardano il sito e la squadra, sia in forma normale che in forma virtuale”. Niente di più lontano dalla concezione di stadio che hanno i romani oggi. Ah, e ci saranno i parcheggi, molti parcheggi. “Saranno entusiasti di questo. Le persone potranno semplicemente arrivare e parcheggiare”. Basterebbe questo per respirare l’aria di innovazione.

PER POCHI O PER TANTI – E mentre qui si cerca di capire quando gli scavi avranno inizio (“entro l’anno” dice Gandini, in attesa che arrivi l’ok delle istituzioni), Dorett ha già in mente ogni tipo di sfaccettatura che potrà avere lo stadio della Roma. Partite di calcio, ovvio, concerti, certo, ma anche molto altro. Non sarà un tipico centro commerciale con neanche un briciolo di immaginazione. Ci sarà davvero molto in ambito  di intrattenimento e di cibo, ma la vendita al dettaglio sarà di nicchia”. La chiave che legherà il tutto e che darà senso a ogni spazio è lo storytellingLe piazze sono state tutte progettate per essere completamente multifunzionali, ad ogni livello, da spazi da pranzo molto intimi fino ad una capacità che può raggiungere 10 mila persone. Una potrà essere perfetta per un evento aziendale, un’altra per una sfilata di moda o uno show di auto” dice Dorett. Un vero e proprio polo di attrazione che sposterà il baricentro della città a Tor di Valle. Un progetto ambizioso tutto in stile USA, che conterà anche sulla collaborazione di Edward Latessa, manager della Aria Partners (società d’investimenti californiana), che chiude il triangolo creativo con Pallotta e Dorett, appunto.

NON SOLO STADIO – Ma il lavoro della Forrec, adesso guidata da Cale Heit, succeduto proprio a Dorett nel ruolo di presidente, non si ferma di certo allo stadio. In cantiere per la compagnia canadese tre grandi progetti. A Baku, in Azerbaijan, è in arrivo la Dream Land Plaza, una gigantesca area commerciale costruita intorno ad una pista di pattinaggio. Il governo cinese ha commissionato poi la costruzione del Qingdao International Tourist City, un enorme centro turistico che avrà una forma che ricorderà le onde del mare. Infine, per far contenti gli sceicchi, è in cantiere il Dubai Wonderland, comprensivo di hotel a cinque stelle, negozi di brand mondiali e un eco-parco acquatico con un anfiteatro da oltre mille posti.

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