A star is born? L’uomo della svolta si chiama Kluivert: che numeri col CSKA

A star is born? L’uomo della svolta si chiama Kluivert: che numeri col CSKA

Più dribbling e più occasioni create di tutti, imprendibile per tutto il match con un’espulsione decisiva provocata

di Valerio Salviani, @vale_salviani

A star is born. Justin Kluivert potrebbe aver giocato ieri sera la partita della verità, quella che lo lancia definitivamente in una Roma dalle due facce, che ha il disperato bisogno di una stella da seguire anche in campionato. Lui, con l’incosciente consapevolezza di chi sa già il cammino da percorrere, chiede spazio e si dispera per le sostituzioni come un bomber consumato, dimenticandosi i 19 anni e i problemi di ambientamento che hanno macchiato le sue prestazioni. La Roma e Di Francesco credono in lui e con il tempo quel posto da titolare che Justin continua a nominare in ogni intervista, può diventare una certezza.

MVP – Ieri Di Francesco lo ha lanciato dal primo minuto nella posizione che predilige (largo a sinistra) ed è stata la mossa vincente. Kluivert ha fatto il diavolo a 4, risultando imprendibile per tutto il match e mettendo insieme numeri importanti, che gli sono valsi il premio di migliore in campo consegnato a fine partita dall’Uefa. A primo impatto, resta negli occhi quell’accelerazione fulminante sul primo passo, che è stata decisiva per causare l’espulsione di Magnusson. Sono stati 4 i falli subiti in tutto il match dall’olandesino (record stagionale per un romanista). In campionato è una delle statistiche nelle quali la Roma manca di più. Dzeko a parte, nessuno in rosa riesce a procurarsi falli importanti. Questo, anche perché ai giallorossi manca qualcuno in grado di saltare l’uomo. Quel giocatore (in attesa del ritorno di Perotti) può essere ancora Kluivert, capace ieri di completare 4 dribbling su 5 tentati. Anche in questa statistica è record stagionale per un giallorosso.

BOX TO BOX – Attacco e difesa. Pressing e profondità. Kluivert può essere una pedina preziosa sia in fase di possesso che di non possesso. La pressione alta, dogma del calcio difranceschiano, ha perso efficacia in troppe partite quest’anno. Ieri si sono visti invece dei progressi, grazie anche all’ex Ajax, capace di vincere 4 tackle su 4. Meglio di lui nella Roma solo Nzonzi, che ha chiuso con 6 e ha recuperato 12 palloni (in netta crescita). In fase offensiva poi, Kluivert è quello che ha creato più di tutti. Tre occasioni nitide, al pari del russo Akhmetov. Nel primo tempo la più clamorosa, l’assist a Florenzi, che ha perso poi il tempo sul più bello. Con El Shaarawy che ha fatto tanto in questo inizio di stagione ed è apparso affaticato nelle ultime uscite, serviva uno squillo proprio da Kluivert. L’attacco della Roma non è apparso mai così vivo quest’anno come quando toccava palla lui, elettrizzando a tratti come faceva Salah, con quello scatto che fa alzare in piedi. La chimica è ancora tutta da costruire, ma la strada è quella giusta. E Justin la conosceva già.

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