Continua la maledizione dell'Olimpico per la Roma, che fra le mura amiche non riesce a battere la Juventus da sei anni. Dopo un primo tempo più che dignitoso, una ripresa priva di idee e personalità consegna la vittoria alla squadra di Ferrara.
J. SERGIO: 6
Applaudito. Nel valzer di portieri che si alternano fra i pali della Roma, stavolta tocca al brasiliano numero 3. Già decisivo su Thiago nel primo tempo, nella ripresa prende sì due gol ma ne evita altrettanti, scongiurando un punteggio che avrebbe potuto essere ancor più severo.
CASSETTI: 4,5
Sventato. Preferito a Motta per il presidio della fascia destra, deve vedersela con clienti tutt'altro che comodi. Il disastro però lo combina tutto da solo quando con la squadra ancora sbilanciata per un corner a favore, riesce a perdere incredibilmente palla sulla trequarti, lanciando la cavalcata di Diego. Dispiace dirlo, ma al momento è impresentabile.
MEXES: 6
Condannato. Macchia una prestazione sontuosa con l'incertezza da novellino che lascia Diego calciare indisturbato per il 2-1 bianconero. Davvero un peccato, perché fino a quel momento Philou aveva incantato per tempestività e perentorietà negli interventi e per l'eleganza nel disimpegno su Amauri e Iaquinta.
BURDISSO: 5,5
Tentennante. L'ultimo arrivato non bissa la convincente prova di Europa League. Spesso frettoloso nei rilanci, si fida troppo dei suoi mezzi quando esce in anticipo su Diego, di fatto lasciando vacante la marcatura di Amauri. Il pasticcio collettivo sul terzo gol juventino è solo l'apice di un pomeriggio di incertezze.
RIISE: 5
Arrendevole. Da uno come lui ci si aspetta tutto - anche che si prenda un cartellino rosso - ma non che si arrenda a Diego e quasi gli ceda il passo per la rete dell'1-0. Un errore tanto incomprensibile quanto paradigmatico di una partita in costante affanno, che lo vede soffrire maledettamente gli affondi avversari.
dal 34'st CERCI: s.v.
Innocuo. Quando entra la partita s'è già da tempo messa sul binario sbagliato.
PIZARRO: 5,5
In trincea. Contro il centrocampo formato armadio 4 stagioni disposto da Ferrara, il Peq si batte strenuamente per tutto il primo tempo. I guai cominciano nella ripresa, quando affiorano imprecisione negli appoggi, la solita ostinazione nel dribbling e qualche nervosismo di troppo.
DE ROSSI: 5,5
Senza fiato. Come lascia non solo Buffon, ma tutto l'Olimpico nel momento in cui il suo destro a giro dal limite s'infila beffardo nel sette; ma anche come termina una partita giocata con i nervi a fior di pelle. Arriva al fischio finale in deficit d'ossigeno, idee e lucidità. Spalletti lo aveva pronosticato migliore in campo: forse non aveva fatto i conti con Diego.
TADDEI: 5
Inerme. Il suo dirimpettatio, De Ceglie, non poteva trovare miglior modo per confermare quanto ben riposta sia la fiducia dimostratagli da Lippi con la convocazione in azzurro. Rodrigo dimostra invece - qualora non fosse ancora chiaro - come sulla destra la Roma abbia un grosso problema. Impressionante la regolarità con cui si lascia saltare dagli avversari.
dal 1'st TONETTO: 5,5
Elementare. Il suo ingresso testimonia quanto lontana sia la Roma dall'avere la mentalità di una grande squadra. Se l'intento era difendere l'1-1, l'innesto di T-Max si rivela inutile.
MENEZ: 5
Pallido. Dal giocatore attualmente più in forma ci si aspettava di più. Galleggia fra le linee, peraltro molto ben marcato da quel mastino di Felipe Melo, senza riuscire a incidere. Le rare volte in cui va via in dribbling finisce per sbagliare l'ultimo passaggio.
PERROTTA: 5
Catapultato. Dalla convalescenza a una maglia da titolare con la Juve il passo è tutt'altro che breve. Non sembra pensarla così Spalletti, che evidentemente si fida a tal punto di un campione del mondo da rischiarlo dal 1° minuto contro un avversario molto muscolare. Simone fa quel che può in fase difensiva, ma in avanti non lo si vede praticamente mai. Sparisce nella ripresa.
dal 19'st VUCINIC: 6
Pericoloso. Appena entrato sfiora il gol con un colpo di testa in anticipo su Chiellini. Sicuramente regala all'attacco spuntato della Roma quel brio troppo a lungo assente.
TOTTI: 5,5
Inceppato. Chiellini diventa la sua ombra, costringendolo a giocare costantemente spalle alla porta. L'unica volta in cui il suo marcatore va a vuoto, ci pensa Buffon a dirgli di no. Nervoso, commette insoliti errori nel controllo. La notizia è che non segna.
Valeria Meta
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