Partita piacevole, risultato un pò meno. Una discreta Roma rimonta e poi si fa rimontare da un Genoa
davvero ben messo in campo ed esce da Marassi con una sconfitta che non avrebbe meritato. Ancora una
volta, fatali gli errori in fase difensiva.
ARTUR: 5
Rassegnato. Quando Zapater si accinge a battere la punizione del 2-2, lui ha l'aria di sapere già come andrà a finire.
CASSETTI: 5,5
Low impact. A un primo tempo decoroso, macchiato dall'errore davanti ad Amelia al 37', quando apre di piatto un assist del capitano, fa da contraltare una ripresa in costante affanno, complice la sofferenza causatagli dall'ingresso di Palacio. Il nervosismo che ne consegue non fa che togliergli ulteriore lucidità.
BURDISSO: 6
Ben arrivato. Catapultato nella pericolante difesa romanista a neanche ventiquattr'ore dal suo arrivo, l'ex Inter si destreggia con discreta efficacia nella marcatura di un Crespo non certo irresistibile. Diciamo che come esordio poteva andare peggio.
ANDREOLLI: 5,5
Titubante. Il ricongiongimento con il suo antico compagno di reparto in nerazzurro non serve a restituire a Marco la sicurezza che lo aveva portato all'esorsio in A non ancora ventenne. Immobile sul colpo di testa di Criscito, conferma la sua confidenza con la malasorte lasciando il campo anzitempo per un infortunio al ginocchio.
Dal 76' RIISE: 5
A terra. Nel senso che se Biava ha l'agio di ribattere in gol la respinta di Artur è perché il norvegese non si è avveduto della sua presenza se non dopo essere intervenuto a vuoto in scivolata.
MOTTA: 5,5
Timido. Anche lui alquanto sorpreso in occasione del vantaggio genoano, è protagonista di una prestazione priva di spunti. Male la fase offensiva - zero incursioni all'attivo -, incerta quella difensiva, che lo vede spesso fuori posizione o costretto al fallo dagli attaccanti rossoblu.
PIZARRO: 6
Polmone d'acciao. Contro il folto centrocampo di Gasperini, il Peq deve rimboccarsi le maniche e per lunghi tratti del match si batte da solo con Juric e Zapater. Gara di corsa e fiato, molto concreta anche se non spettacolare.
DE ROSSI: 5,5
Indisponente. Preoccupante il numero di disattenzioni accumulate, sulla scia di quanto visto in Slovacchia tre giorni fa. Frettoloso negli appoggi, impreciso nei lanci; Amelia 'butta i guanti' sul sinistro che al 70' avrebbe cambiato volto a una serata storta.
MENEZ: 6
Mina vagante. Spalletti lo schiera centrale sulla linea della trequarti, confidando forse nel suo stato di forma straripante. Il francesino si dimostra da subito un'autentica spina nel fianco per la difesa del Genoa che se lo vede spuntare un pò ovunque ed è costretta al fallo per mettere fine alle sue scorribande. Ogni volta che si muove si porta dietro almeno due avversari, ma non basta.
GUBERTI: 6
Ordinato. Non è un'ala e si vede. Per un pò sembra giocare con il freno a mano tirato, per poi
prodursi in dribbling insistiti quanto vani; quando finalmente riesce a sintonizzarsi sulle giuste frequenze, disputa un'onesta partita arginando le discese del suo dirimpettatio Sculli. Il caso vuole che il suo unico tiro in porta sia un gol, anche se non porta la sua firma.
Dal 74' CERCI: s.v.
Impalpabile. Il suo rientro in serie A con la maglia giallorossa avrebbe meritato miglior fortuna.
TADDEI: 6
A sprazzi. Imbarazzante il modo in cui si fa anticipare in occasione dell'1-0, si riscatta poco dopo buttando dentro la palla del pari. Si danna l'anima rincorrendo tutto ciò che di rossoblu passa dalle sue parti, ma non sempre tanta dedizione è premiata dall'efficacia che meriterebbe.
Dal 70' BRIGHI: s.v.
Rallenty. La forma non c'è e si vede. Resta in campo venti minuti senza quasi giocare.
TOTTI: 6
Generoso. La sua partita comincia con un destro da due passi calciato inspiegabilmente addosso ad Amelia all'8'; marcatissimo, si sfianca cercando in tutti i modi di arrivare sui palloni impossibili che i compagni gli servono. E' suo il piede fatato che devia in rete il tiro di Guberti per il
momentaneo 2-1.
Valeria Meta
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