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Mer23052012

Ultimo Aggiornamento19:26:18

Le pagelle di Siena-Roma

Settanta minuti di sbadigli, poi la scossa: così la prima partita della Roma senza Spalletti in panchina. Mexes e Riise rispondono nel finale a Maccarone e regalano una vittoria che a Siena mancava ai giallorossi dal 12 febbraio 2006.



J. SERGIO: 5,5
Assonnato. Il paradosso è che in un pomeriggio di quasi totale inoperosità, riesce comunque a prendere un gol, anche se sul sinistro di Maccarone difficilemnte sarebbe stato possibile fare qualcosa.

CASSETTI: 5
Letargico. L'avvicendamento in panchina non scalfisce l'inamovibilità del laterale bresciano che va a formare con Perrotta un inedito tandem sulla fascia destra. Soffre maledettamente la mobilità di Maccarone, schierato larg da Giampaolo, tanto da farsi saltare con una regolarità preoccupante.

JUAN: 5,5
Sonnolento. Perfettamente in linea con la staticità che sembra aver contagiato tutta la Roma, il brasiliano gioca in un raggio d'azione non più ampio di un paio di metri. Non esce mai in anticipo, non si propone mai per far ripartire l'azione e si fa trovare frequentemente impreparato al centro dell'area: se il colpo di testa di Calaiò a inizio ripresa non finisce in rete è questione di centimetri.  
dal 25'st RIISE: 6,5
Sveglia. La bordata con cui al 44' schianta porta e portiere del Siena è l'assordante squillo di tromba che scompagina la storia dell'ennesimo pomeriggio sbagliato e regala alla Roma un successo inaspettato quanto fondamentale.

MEXES: 6
Ridestato. Quasi irriconoscibile per più di un'ora, è lui a spalancare a Maccarone la via del vantaggio facendosi dribblare al limite dell'area. Si fa perdonare con il destro al volo con cui incrocia il bel suggerimento di Totti e rimette in piedi una aprtita che sembrava compromessa.

BURDISSO: 5,5
Appisolato. Preferito inizialmente a Riise, l'argentino naviga nella mediocrità fino a quando l'uscita di Juan lo riporta al centro della difesa. Dalle sue parti capita spesso Calaiò, cui l'ex Inter concede troppo spesso la possibilità di andare al cross o di accentrarsi.

TADDEI: 4,5
Coma. E' ancora notte fonda per Rodrigo, che neanche contro la sua ex squadra riesce a scuotersi dal torpore che lo avvolge ormai da troppo tempo. Poche idee e confuse in fase offensiva ma soprattutto eccessiva mollezza e mancanza di convinzione quando si tratta di arginare le avanzate del Siena.

DE ROSSI: 5,5
Insonnia. Innervosito dai pessimi cori che la curva senese gli rivolge senza sosta, Daniele non riesce a trovare la tranquillità nelle giocate e finisce per commettere errori piuttosto evidenti. A risentirne è chiaramente la manovra romanista, lenta e prevedibile in mancanza della sua lucida regia. Finisce con i nervi a pezzi, ma ha il merito di non arrendersi mai.

BRIGHI: s.v.
Sfortunato. Poco più di un quarto d'ora e una botta al ginocchio lo costringe a lasciare il campo.
dal 16'pt BAPTISTA: 4
Sonnambulo. Talmente inconcludente da costringere Ranieri a sotituirlo per disperazione.
dal 25'st VUCINIC: 6
Onirico. Sarà un caso, ma il suo ingresso segna la svolta per la Roma, conferendo alla manovra quella vivacità per lunghi tratti assente. Questa squadra ha bisogno della sua classe.

PERROTTA: 5
Sbadiglio. Dopo l'opaca prestazione con la Juve, Supersimo ricomincia dall'inedita posizione di esterno alto a destra, interpretata con poche idee e tanti affanni in fase di ripiegamento. Anche i suoi invocati inserimenti risultano molto più difficoltosi quando non parte dal centro.

PIZARRO: 6
Cosciente. Un quarto d'ora da trequartista, poi l'arretramento in mediana. La scarsa vena di De Rossi e l'evanescenza di Baptista gli impongono gli straordinari di fronte a un centrocampo organizzato che predilige il gioco nello stretto. Il Peq ha il grande merito di non soccombere mai al disordine che regna intorno a lui e alla distanza i suoi sforzi vengono premiati: è suo il campio di gioco che dà l'avvio all'azione dell'1-1.

TOTTI: 6
Dormiveglia. Nonostante si sforzi di tornare indietro a prendere palla sulla linea dei trequartisti, il capitano passa un pomeriggio in splendida solitudine. Servito male sia da De Rossi che da Perrotta, si ridesta improvvisamente servendo a Mexes l'assist volante per il pareggio e poi procurando la seconda ammonizione di Codrea. E' da lì che cambia la storia del match.

 

 

Valeria Meta