Dopo un dieci anni fra alti e bassi, nella stagione 1941/42 arrivò il primo trionfo importante: lo scudetto, conquistato il 14 giugno 1942 battendo per 2-0 il Modena nell'allora Stadio Nazionale, adesso attuale "Stadio Flaminio". Il presidente Edgardo Bazzini, non avrebbe mai pensato che la Roma si sarebbe laureata Campione d'Italia, infatti la squadra giallorossa nella stagione precedente si era addirittura classificata undicesima. Protagonista della stagione, con 18 reti messe a segno, fu il giovane centravanti: Amedeo Amadei, chiamato dai tifosi il fornaretto. Nella stagione 1950/51 la panchina della Roma subì diversi cambi di allenatore. La squadra perse 11 partite per 1-0. Il tracollo fu inevitabile e si compì all'ultima giornata di campionato, il 17 giugno del 1951, esattamente di cinquant'anni prima della conquista del terzo scudetto giallorosso. Quell'anno si realizzò così la prima ed unica retrocessione in Serie B della storia giallorossa. Nel 1952, avversaria agguerrita di quella stagione nel torneo cadetto era il Brescia che fino all'ultimo tenne testa alla Roma che rimase prima in classifica dall'inizio del campionato che concluse arrivando prima con 53 punti, con un solo punto di vantaggio sui rivali lombardi. Il 22 giugno del 1952, a dieci anni esatti dalla conquista dello scudetto, i giallorossi festeggiarono il ritorno in serie A. Pilastro della squadra e della storia giallorossa fu Giacomo Losi, difensore-mediano leader del reparto arretrato e fulcro del gioco romanista: è stato il giocatore con più presenze in assoluto con la maglia della Roma (386), fino al febbraio 2008 quando è stato superato da Francesco Totti. Nel 1960/61 i giallorossi riuscirono a raggiungere una dimensione "europea", grazie alla conquista della Coppa delle Fiere, torneo al quale partecipavano le squadre appartenenti a grandi città ospitanti fiere internazionali del commercio. Dal 1971/72 questa competizione venne trasformata nell'attuale Coppa Uefa alla quale si partecipa invece per merito, ovvero grazie al piazzamento in campionato. La crescita societaria portò, già nel stagione 1980/81, ad un secondo posto che stava stretto alla squadra per l'ottimo rendimento visto in campo, aprendo un felice quadriennio che regalò al club molti riconoscimenti. Nella stagione 1982/83, sotto la guida del presidente Dino Viola e dell'allenatore svedese Nils Liedholm, la Roma si aggiudicò il secondo scudetto della sua storia; fecero parte della rosa della prima squadra giocatori come il capitano Agostino Di Bartolomei (chiamato con grande affetto dai tifosi "Diba" o "Ago"), il centrocampista Carlo Ancelotti, il brasiliano Paulo Roberto Falcão, il difensore Pietro Vierchowod, il centravanti Roberto Pruzzo (secondo miglior cannoniere giallorosso di tutti i tempi con 106 gol, superato a fine 2004 da Francesco Totti) e l'ala Bruno Conti, già campione del mondo con la Nazionale italiana in Spagna nel 1982. Nel corso della stagione 1983/1984 la Roma raccolse i frutti del proprio gioco "a zona", giungendo in finale, il 30 maggio 1984, nella Coppa dei Campioni (il più importante trofeo continentale); pur giocando meglio del proprio avversario, non riuscì ad imporsi sui "reds" del Liverpool e, dopo aver concluso i tempi regolamentari per 1-1 (gol del vantaggio di Phil Neal per il Liverpool al 13' e pareggio per i giallorossi di Pruzzo al 42'), ai calci di rigore perse la coppa. Dal dischetto fallirono Bruno Conti e Ciccio Graziani. La partita si trovò al centro di numerose polemiche che si moltiplicarono nei giorni successivi, volte alla ricerca di scoprire le cause di quella bruciante sconfitta. Molte proteste ci furono riguardo al gol del vantaggio del Liverpool, nato successivamente ad un'azione in cui non fu ravvisato un probabile fallo di carica sul portiere giallorosso Tancredi, ostacolato in uscita dall'irlandese Ronnie Whelan, che gli fece scappare il pallone lasciando così la porta sguarnita. Molto discussa fu inoltre la decisione di Falcão, all'epoca uno dei simboli della AS Roma e specialista nei tiri dagli undici metri, di non voler battere uno dei rigori. La sconfitta fu resa ancor più amara poiché la finale si giocò, per ironia della sorte, proprio allo Stadio Olimpico di Roma. La AS Roma fu comunque protagonista di una straordinaria stagione, aggiudicandosi nello stesso anno la Coppa Italia. Nella stagione '85-'86 la Roma sfiorò il suo terzo tricolore. La vittoria di una partita all'apparenza facile, quella in casa contro il Lecce già condannato alla serie B, avrebbe permesso ai giallorossi di scavalcare la juventus, raggiunta dopo una incredibile rimonta di 9 punti. La partita finì 3 a 2 per il Lecce firmando così una pagina amara per la storia della società CapitolinaDino Viola morì nel gennaio del 1991. La Roma venne comprata da Ciarrapico che subentrò alla signora Flora Viola (1991), e sotto la guida di Ottavio Bianchi vinse la Coppa Italia. Inizia nel 1993 l'era Sensi. Il nuovo presidente chiamò alla guida della Roma prima Carletto Mazzone, quindi Carlos Bianchi senza però ottenere grandi risultati.Dopo la brutta esperienza, Franco Sensi decise di rifondare la squadra affindandola al boemo Zdenek Zeman il suo gioco spregiudicato portò in alto la Roma. La dirigenza però, non contenta dei risultati ottenuti in campi internazionali decise di affidersi al tecnico Fabio Capello.
Il tecnico friulano arrivò a Roma nel 1999 con le idee chiare, l'esperienza necessaria e la capacità di trasmettere alla squadra voglia e convinzione nei propri mezzi. Nell'estate del 2000 la società acquistò gioccatori di rilievo tra cui il fortissimo bomber argentino Gabriel Omar Batistuta, il difensore suo connazionale Samuel ed il centrocampista brasiliano Emerson, giocatori molto quotati e con una solida esperienza internazionale. Grazie al loro valore aggiunto la squadra capitolina, trascinata dal capitano Francesco Totti e dai gol di Vincenzo Montella, che nella seconda metà del campionato sostituì un acciaccato Batistuta, riuscì ad imporsi durante l’arco dell’intera stagione rimanendo sempre in testa alla classifica.
Il campionato si dimostrò comunque molto combattuto grazie alla caparbietà della Juventus, che rimase in corsa fino all’ultima giornata quando i giallorossi conquistarono matematicamente lo scudetto contro il Parma, il 17 giugno 2001. Il match finì 3-1, con le reti dei simboli della stagione: Totti, Batistuta e Montella. La Roma vinse così il suo terzo scudetto della storia, strappandolo dalle maglie della Lazio; migliaia di persone si riversarono per le strade della Capitale, con festeggiamenti che si protrassero per giorni e che ebbero il culmine nel concerto di Antonello Venditti al Circo Massimo, a cui parteciparono oltre un milione di persone. Nella stagione successiva la società acquistò l'astro nascente del calcio italiano Antonio Cassano. Il 19 agosto 2001 la Roma conquistò la sua prima Supercoppa Italiana ai danni della Fiorentina, prevalendo per 3-0, grazie alle reti di Candela, Montella e Totti. Memorabile fu l'affermazione nel derby del 10 marzo 2002: i giallorossi demolirono la Lazio per 5-1, con quattro gol del solo Montella. Nonostante il comunque positivo campionato trascorso, Capello si dimise e firmò clamorosamente per la Juventus, nonostante. La fuga fu un vero e proprio tradimento ai colori giallorossi, ma la società corse subito ai ripari ingaggiando tempestivamente Cesare Prandelli, che prima dell'inizio del campionato fu costretto ad abbandonare la guida tecnica della squadra per motivi familiari. La Roma, a pochi giorni dalla partita di esordio di campionato, ingaggiò Rudi Voeller, ex-attaccante giallorosso degli anni '90. I risultati non furono buoni e il tecnico presentò le dimissioni. La società corse ai ripari assumendo alla guida della squadra Luigi Del Neri, ex allenatore del Chievo il quale,dopo pochi mesi,presentò a sua volta le dimissioni a causa degli eccessivi alti e bassi della società. La Roma si affidò al Direttore Tecnico Bruno Conti. La società in estate ingaggiò il tecnico Luciano Spalletti, cercando al contempo di portare avanti la campagna acquisti nonostante la stessa fosse stata bloccata, per quasi tutta l'estate, dal caso Mexès. Dopo un incerto inizio di campionato, la cessione di Antonio Cassano, talentuoso giocatore ma allo stesso tempo elemento di disturbo nello spogliatoio, si rilevò determinante. La rinnovata serenità della squadra si tradusse nella vittoria di 11 partite consecutive, primato che venne fissato grazie ad una splendida affermazione per 2-0 nel derby del 26 febbraio 2006. Il successo della squadra era dovuto anche al cambio di modulo tattico, imposto da una serie di infortuni agli attaccanti in rosa. Spalletti pertanto decise di schierare una formazione senza punti di riferimento in attacco, con Totti incaricato ad assistere gli inserimenti in area dei centrocampisti. Alla fine del campionato la Roma si classificò quinta, ma in seguito allo scandalo del calcio italiano venne avanzata al secondo posto alle spalle dell'Intere portando la juventus in serie B e penalizzando Milan, Fiorentina, Reggina e Lazio per reiterati e continui illeciti sportivi.
Nel campionato 2006-2007 la Roma consolidò l'esperienza tattica maturata, integrando la rosa con l'acquisto di qualche giocatore. Con tale assetto i giallorossi riuscirono a ottenere molte vittorie importanti. In Champions League la Roma si rese protagonista di una serie di ottime prestazioni, su tutte la vittoria in trasferta contro i campioni di Francia del Lione. Arrivando ai quarti di finale di champions perdendo contro il Manchester United. Nell'estate 2007 la Roma si è aggiudicata la sua seconda Supercoppa italiana, sempre ai danni dei nerazzurri, imponendosi per 1-0 al Meazza con gol di Daniele De Rossi su calcio di rigore. Nel campionato di Serie A 2007-2008 la squadra si riconferma al secondo posto, nuovamente alle spalle dell'Inter. A differenza della stagione precedente, grazie ad un girone di ritorno molto proficuo che le permette di ridurre notevolmente il distacco dalla capolista, la Roma si presenta ad una gara da termine con un punto di distacco dall'Inter. All'ultima giornata lo scudetto è vinto dai nerazzurri, sebbene la Roma sia stata virtualmente, per quasi un'ora di gioco, al primo posto della classifica. I giallorossi terminano il torneo ottenendo il proprio record di punti in campionato (82), ben sette in più di quando, nel 2001, vinsero lo scudetto. In Champions League la squadra si qualifica alla fase finale, eliminando negli ottavi di finale il blasonato Real Madrid, grazie a due prestigiose vittorie per 2-1. Ancora una volta, però, la formazione di Spalletti è eliminata ai quarti di finale dal Manchester United (poi vincitore della coppa). Dopo aver raggiunto la finale per la quarta volta consecutiva, disputata per il secondo anno di seguito ancora contro l'Inter, la squadra ha poi vinto la Coppa Italia. Nell'occasione il trofeo è stato assegnato a seguito di una partita singola disputatasi allo Stadio Olimpico di Roma vinta dalla squadra della capitale per 2-1. Durante il calciomercato estivo del 2008 la Roma acquista Riise, Loria e Baptista. Cede Mancini, Ferrari Giuly. Il Presidente Franco Sensi muore Domenica 17 Agosto alle ore 23.40 al Policlinico Gemelli di Roma, dopo un lungo periodo di ricovero, a causa di una crisi metabolica. La camera ardente sarà allestita nel Campidoglio come richiesta del sindaco di Roma Gianni Alemanno. I funerali avranno luogo Mercoledì 20 Agosto nella Basilica di San Lorenzo al Verano. La città di Roma è vicino nel dolore a tutta la famiglia Sensi.
La storia continua...
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