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(di GP da Il Romanista) «La Roma è sempre nel cuore, come faccio a non seguirla?». Comincia così la chiacchierata con Claudio Filippi, professione preparatore dei portieri, del Chievo.
Ma con un passato a Roma: due stagioni in giallorosso, di cui una nel settore giovanile, e tanti ricordi. «Sono contentissimo che la Roma sia ripartita, ma visto il valore di Spalletti ero sicuro che avrebbe trovato l'alchimia giusta. Sono sicuro che raggiungerà gli obiettivi che si era prefissato, anche se credo che punterà di più sulla Champions che sul campionato. Mi farà piacere incontrare tanti ragazzi con i quali ho avuto un ottimo rapporto».
Sei tornato al Chievo da un mese insieme a Di Carlo.Che situazione hai trovato? «Siamo partiti con un calendario difficilissimo però contro Milan e Juve siamo andati bene al di là del risultato. La squadra si è compattata abbastanza bene». Parliamo di portieri. Cosa pensi di Doni? «Ha giocato con tanti problemi fisici, è tipico dei portieri ma non è tanto normale. Lui fa fatica ad allenarsi, questo può incidere». Artur è un secondo all'altezza? «Artur è una scommessa per la Roma, che va valutata alla fine della stagione. Lo conosco, ha delle qualità ma a volte non bastano le qualità per poter giocare nella Roma». Col Chievo c'è Sorrentino. Una bella sorpresa. «Gli ha fatto bene l'esperienza in Grecia e in Spagna. Lo conoscevo già ed ho trovato un atleta maturo, con esperienza internazionale». Buffon ha parlato bene di Curci e di Marchetti. «Gianluca l'ho visto molto bene nella partita contro di noi, molto sicuro. Non mi ha stupito perché ho sempre detto che è un portiere di prospettiva e di qualità». Se fosse andato via prima sarebbe stato meglio per la sua maturazione? «A volte non decide solo l'atleta ma anche la società. Bisognava trovare la formula giusta per non rischiare di perderlo, quando si è creato il presupposto la Roma lo ha mandato. Gli anni passati a Roma, comunque, gli sono serviti perché ha fatto esperienze importanti. Gare come quella di Manchester (non il 7-1 n.d.r.) ti segnano, e fanno parte della crescita di un'atleta». E' pronto a tornare? «Lui è giovane. Ha 23 anni ed ha già una grandissima esperienza. Può permettersi di giocare un altro anno in provincia prima di tornare alla base. Dall'esperienza di Siena può trarre grandi benefici, anche se aveva già dimostrato a Roma di avere personalità». Se il Mondiale si giocasse oggi quale sarebbe la gerarchia di Lippi? «Buffon, Amelia, De Sanctis. Tra due anni potrebbero modificarsi le cose: Curci potrebbe rientrare nel gruppo dei tre». Come crescono i portieri del settore giovanile della Roma? «Ci sono ragazzi molto bravi, almeno due o tre di livello notevole. Non faccio i nomi per non fare torto a nessuno. La Roma può stare tranquilla perché di portieri buoni per il futuro ce ne sono, anche perché i tecnici sono bravissimi». Quante volte hai affrontato la Roma dopo il tuo addio? «L'ho affrontata col Siena e col Parma, ho sempre perso». Meglio continuare la tradizione e ricominciare a fare punti dalla prossima partita. «Anche perché quella dopo è con l'Inter, sarebbe un favore doppio».gp
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