Dopo l’impresa del suo Gallipoli nella sfida decisiva a Crotone, Beppe Giannini è ormai è a un passo dalla promozione in B
,la sua prima conquista da allenatore: potrebbe festeggiare già domenica, in caso di vittoria della sua squadra sul Taranto e di un intreccio di risultati di Crotone e Benevento.
L'ex capitano giallorosso ha parlato però anche della possibile cessione della società alla Gazzetta dello Sport. Ecco l'intervista.
Conte è nel mirino della sua Juventus e Moriero interessa al suo Lecce. E Giannini quando sarà un obiettivo per la sua Roma? «Amerò per sempre la maglia giallorossa, però da allenatore, non potrò certo vivere solo di speranze. Per me, la Roma non è tanto un sogno, quanto, piuttosto, un traguardo da raggiungere. Sono ambizioso, voglio vincere tanto anche da tecnico. Pronto per la Roma e la serie A? Non voglio apparire presuntuoso ma, già da calciatore, mi sentivo e agivo come una guida in campo, ero un 'collaboratore' stretto dei vari Liedholm, Radice, Boskov, Eriksson, Bianchi e Mazzone. E, in 16 anni di Roma, sono stato il capitano per 12 stagioni. Ditemi voi se sono pronto, dopo 5 anni di esperienza in panchina?».
Lei crede che la famiglia Sensi abbia volontà di vendere la società? «Da tifoso, credo, anzi spero proprio che si faccia da parte. I Sensi non hanno colpe specifiche, ma si trovano nella impossibilità materiale di reggere il confronto con le altre superpotenze economiche, che lottano ogni anno per lo scudetto. Inter, Milan, Juventus e la stessa Fiorentina sono fuori concorso per la Roma. Se non arrivano altri soldi, quindi una nuova proprietà disposta a fare certi investimenti, la Roma sarà costretta a realizzare un mercato in austerità. E, invece, la gente sogna una squadra competitiva».
Spalletti è in discussione: quante responsabilità ha? «Nella sua esperienza sulla panchina della Roma, ha fallito l’obiettivo solo quest’anno. Mi terrei stretto Spalletti, ripartendo da una base di giocatori importanti. Considererei incedibili Totti, De Rossi, Aquilani, Vucinic, Mexes e Juan».
A proposito di futuro, Totti ha il contratto in scadenza nel 2010. Secondo lei, merita il rinnovo? «Non scherziamo, Francesco è la Roma. Attorno a lui, deve essere costruito il nuovo gruppo. E Totti va premiato con il prolungamento non perché sia un 'monumento' per la Roma ma perché ha ancora tanta qualità. Basti pensare quante partite ha fatto vincere quest’anno, nonostante gli infortuni. E quante, ancora, ne può far vincere, da solo, nelle prossime stagioni».
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