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Ven10022012

Ultimo Aggiornamento13:31:37

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Giannini:"La Roma deve vendere per il bene dei tifosi"

Dopo l’impresa del suo Gallipoli nella sfida de­cisiva a Crotone, Beppe Gianni­ni è ormai è a un passo dalla promozione in B

,la sua prima conquista da allenatore: potrebbe festeggia­re già domenica, in caso di vit­toria della sua squadra sul Ta­ranto e di un intreccio di risul­tati di Crotone e Benevento.

L'ex capitano giallorosso ha parlato però anche della possibile cessione della società alla Gazzetta dello Sport. Ecco l'intervista.

Conte è nel mirino della sua Ju­ventus e Moriero interessa al suo Lecce. E Giannini quando sarà un obiettivo per la sua Ro­ma? «Amerò per sempre la maglia giallorossa, però da allenato­re, non potrò certo vivere solo di speranze. Per me, la Roma non è tanto un sogno, quanto, piuttosto, un traguardo da rag­giungere. Sono ambizioso, vo­glio vincere tanto anche da tec­nico. Pronto per la Roma e la serie A? Non voglio apparire presuntuoso ma, già da calcia­tore, mi sentivo e agivo come una guida in campo, ero un 'collaboratore' stretto dei vari Liedholm, Radice, Boskov, Eriksson, Bianchi e Mazzone. E, in 16 anni di Roma, sono sta­to il capitano per 12 stagioni. Ditemi voi se sono pronto, do­po 5 anni di esperienza in pan­china?».

Lei crede che la famiglia Sensi abbia volontà di vendere la so­cietà? «Da tifoso, credo, anzi spero proprio che si faccia da parte. I Sensi non hanno colpe specifi­che, ma si trovano nella impos­sibilità materiale di reggere il confronto con le altre superpo­tenze economiche, che lottano ogni anno per lo scudetto. In­ter, Milan, Juventus e la stessa Fiorentina sono fuori concorso per la Roma. Se non arrivano altri soldi, quindi una nuova proprietà disposta a fare certi investimenti, la Roma sarà co­stretta a realizzare un mercato in austerità. E, invece, la gente sogna una squadra competiti­va».

Spalletti è in discussione: quante responsabilità ha?
«Nella sua esperienza sulla panchina della Roma, ha falli­to l’obiettivo solo quest’anno. Mi terrei stretto Spalletti, ripar­tendo da una base di giocatori importanti. Considererei ince­dibili Totti, De Rossi, Aquilani, Vucinic, Mexes e Juan».

A proposito di futuro, Totti ha il contratto in scadenza nel 2010. Secondo lei, merita il rin­novo? «Non scherziamo, Francesco è la Roma. Attorno a lui, deve es­sere costruito il nuovo gruppo. E Totti va premiato con il pro­lungamento non perché sia un 'monumento' per la Roma ma perché ha ancora tanta quali­tà. Basti pensare quante parti­te ha fatto vincere quest’anno, nonostante gli infortuni. E quante, ancora, ne può far vin­cere, da solo, nelle prossime stagioni».