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(di VALERIO NASETTI) Il lato oscuro delle conferenze. Quello mai setacciato, nonostante a volte sia quello più interessante. La priorità spetta alla partita. Ma queste vanno preparate. Magari su un campo di allenamento in perfette condizioni.
Non è il caso della Roma e Ranieri nel suo mezzogiorno di fuoco a Trigoria si è pronunciato. Non ha minimizzato il problema come il suo predecessore Spalletti. “Abbiamo a disposizione due campi. Quello dove ci alleniamo non sta bene, nell'altro ci sono ancora dei lavori in corso. Quando si lavora su un buon terreno di gioco c'è più voglia, meno paura di farsi male”. Chiaro, no? Quando il Campo C sarà pronto, Ranieri alternerà gli allenamenti di settimana in settimana sui due terreni di gioco.
Per ora ci si deve accontentare del Campo B dove i calciatori, a detta di Capanna, non stanno poi così male come si dice, a volte si scambiano i malesseri fisici con quelli psicologici. Il preparatore atletico ha poi voluto far i complimenti al suo collega Paolo Bertelli, già nello staff di Luciano Spalletti. La stima tra i due è tanta e reciproca.
La stessa che ha Christian Damiano, "secondo" di Ranieri nel suo connazionale Menez. "Il ragazzo ha talento" ha riferito ai giornalisti. "Aspettatelo, sarà come Gourcuff". Bene, il futuro è già domani, Jeremy.
Dopo “l'interrogatorio” (così Ranieri ha definito la prima conferenza stampa romana alla vigilia di una partita,) il nuovo allenatore si è lasciato andare a delle dichiarazioni a margine, esternando il proprio animo romanista: “Speriamo di vincere domani” ha detto allargando le braccia a mò di augurio. Aggressività ed equilibrio sono i due dettami del tecnico, conscio che a Siena "non sarà però una passeggiata”. Non lo sarà nemmeno per quei 373 tifosi che hanno aderito alla trasferta organizzata dalla società con i pullman. Partenza ore 8 allo Stadio Olimpico. In più di mille hanno rifiutato l'invito. “I pullman datteli in faccia” recitava uno striscione esposto al Piazzale Dino Viola da un gruppo della Curva Sud. Ogni riferimento alla Presidenza non è puramente casuale.
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