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Pasqua: Doni giallorossi per la Lazio
Sabato 11 Aprile 2009 19:53

Doveva essere un Derby da evitare. Dopo la settimana terribile causa sisma, il calcio andava fermato. La Roma e la Lazio, avrebbero dovuto rimandare la stracittadina.

 

Molte le perplessità da parte degli addetti ai lavori e anche da parte dei tifosi. La catastrofe dell’Aquila, sembrava ci avesse insegnato qualcosa almeno a livello di senso di responsabilità. Tanti gli appelli da parte dei giocatori e delle due tifoserie. La partita che non si doveva fare, invece si è giocata e cosa peggiore è stata una vergogna. Vergogna perché tutte le parole dette prima della gara, non sono state confermate nei fatti. Una partita in cui non si è rispettato il lutto Nazionale, tranne in quel falso primo minuto. La partita infatti è stata quello che non avremmo mai voluto vedere, ma soprattutto dopo gl’ultimi giorni di calamità naturale tutto prevedevamo tranne questi 90’ minuti. I calciatori nervosi come non mai, ma anche lo staff delle due squadre ad iniziare dagli allenatori.

 

Dopo un inizio Biancazzurro scoppiettante, con Pandev e Zarate nel giro di 10 minuti, la Lazio va sul 2-0. Tante le polemiche Romaniste, specialmente sul primo goal, nato da un corner che non c’era. La Roma, arrabbiata si scuote, accorcia le distanze e con Mexes va sul 2-1. La partita però è troppo tesa e se le danno, a torto, di santa ragione. Allo scadere del primo tempo, prima situazione da dimenticare, nel sottopassaggio Spalletti e Tare arrivano alle mani e vengono espulsi. La lite, rischia di innescare una rissa generale. Il secondo tempo è figlio del nervosismo, i giocatori ma anche alcuni tifosi, hanno dimenticato in fretta i buoni propositi. Nel frattempo la Lazio con Lichstainer si porta sul 3-1 su altra dormita di Doni, oggi tornato sui suoi scarsi livelli, stile esco o non esco,. La partita rischia di precipitare, nuovi calcioni e altre espulsioni. Per la Roma vedono le docce in anticipo Panucci e Mexes. In casa Lazio invece Matuzalem accorcia le distanze dei rossi.

La brutta figura, però rischia di non finire più, perché nel frattempo si innesca una grossa rissa a centrocampo, sedata a fatica dal pessimo Morganti, che a onor di cronaca ha fischiato male e a senso unico a favore dei Biancoceleste. La partita volge alla fine, e meno male. Si ha il tempo con De Rossi di accorciare di nuovo le distanze e dopo una fievole speranza sul 3-2, di capitolare con il 4-2, a causa di Kolarov, che oltre a provocare per tutta la gara, chiude la tristissima giornata, della quale ne avremmo fatto a meno. Quando pensavamo che fosse finita, la ciliegina sulla torta la fornisce quel galantuomo di Delio Rossi, che invece di calmare gl’animi, come l’ultimo dei facinorosi corre verso la curva dei Laziali a partita ancora in corso in delirio, senza essere espulso o ripreso dal direttore di gara. Una pagina vergognosa è dir poco, ma ancora più grave perché condita da tante falsità pregara da ambo le parti e da tutti i lati. Per la cronaca il Derby della pace, ha visto 7 gialli e 5 rossi. Il Calcio è finito da tempo ora è finità anche la civiltà. Forza Abruzzo.

Alessio De Silvestro