Le parole Giorgio Sandri, padre di Gabriele ucciso nel novembre 2007 sulla autostrada A1 da «un colpo di pistola sparato da un tutore dell'ordine - sono state le sue parole - in maniera immotivata e scellerata».
«Il tribunale di Arezzo non ha ancora consegnato gli atti del processo d'appello a quello di Firenze; tempi di giustizia così lunghi sono inaccettabili per un reato grave come quello di cui è rimasto vittima mio figlio Gabriele».
«Credevamo - ha proseguito - che il processo contro Luigi Spaccarotella (condannato a sei anni di reclusione per omicidio colposo in primo grado-ndr) potesse cominciare a primavera, e così non è». Il padre del tifoso ucciso è intervenuto alla presentazione del libro scritto da Maurizio Martucci sulla morte di suo figlio, dal titolo «11 novembre 2007, l' uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica».
«Ci aspettiamo che Gabriele abbia giustizia - ha detto ancore - che la nostra famiglia abbia giustizia ma soprattutto che l'Italia abbia giustizia perchè quello che è accaduto a mio figlio poteva accadere a chiunque».
«La gente - ha proseguito - non dimentica e ci sprona ad andare avanti ed il fatto che un ragazzo solare di 26 anni che amava il calcio, lo sport e la musica venga ricordato ogni domenica in tutti gli stadi d'Italia non può che farmi piacere».
Ma «oltre ai ragazzi degli stadi - ha detto Sandri - tutta la gente comune si è immedesimata nella nostra tragedia. Tutti aspettano una giustizia vera, senza coperture, anche se l'uomo che ha commesso questo reato indossava una divisa. Qualsiasi cittadino - ha concluso - avrebbe già pagato e sarebbe stato chiuso in prigione».
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