Home
Marcacci dalla A alla Zeta: Lotito romanista militante, laurea Honoris causa
Lunedì 08 Febbraio 2010 10:26

A come Alonso: è entrato in punta di piedi, nel mondo Ferrari, ha preso le misure all'ambiente, si è fidelizzato alla dimensione del Cavallino; soltanto dopo è uscito allo scoperto con dichiarazioni e promesse proprie di un vincitore designato, quale lui è per definizione e per contratto.

In una parola, intelligente, oltre che veloce.

B come Ballerini: l'asfalto era la sua vita, anche nel tempo libero, che fossero la fatica dei pedali o il sibilo degli pneumatici a scandirne il ritmo. Quello stesso asfalto lo ha sbalzato fuori da una vita piena di amici ed estimatori. Gli sia lieve la terra, ora che un millesimo di secondo, come d'abitudine, ha fatto la differenza, stavolta più di ogni altra.

C come Capitano: con la maiuscola, perché tale sarà sempre per i tifosi del Chelsea John Terry, come ha dimostrato Stamford Bridge all'ingresso in campo contro l'Arsenal; noi che non siamo nessuno per giudicare la moralità altrui possiamo solo prendere atto dell'altissimo tasso di professionalità con cui Terry assolve ai suoi doveri di campo, anche dopo la buriana mediatica, anche dopo un'esistenza destabilizzata, anche dopo il declassamento forzato imposto da Capello in Nazionale. Per quello che noi dobbiamo conoscere e valutare di lui, per noi Terry è il più irreprensibile dei professionisti, se non altro per come riesce a fare piazza pulita, nella propria testa, di tutto ciò che non riguarda il campo, i compagni, gli avversari, quando l'arbitro fischia l'inizio.

D come decollo: essenziale, spartiacque, epocale, quello di Daniele De Rossi sul calcio d'angolo teleguidato da Pizarro: un colpo di testa che apre il palcoscenico all'ingresso di Vucinic. Il resto è un rumore sordo di traversa, colpita da sotto in su, un fremito di rete, un'ovazione poco più in là. Così, percossa e attonita, Firenze al nunzio sta.

E come ellisse: quella descritta da Leo Messi contro il Getafe, con l'esterno. Un'orbita percorsa all'infinito, quella della sua classe.

F come Frosinone: chi ci capisce è bravo.

G come Golasa: agli onori delle cronache grazie ad un'impuntatura di Lotito. Non è il primo, non sarà l'ultimo.

H come Huntelaar: sgomita nel sonno collettivo del Dall'Ara, apre spazi per il nulla, si ricava un'occasione nitida. Se giocasse dall'inizio, chissà.

I come idioti: tutti coloro che invece di beneficiare di una possibilità la vanificano, per se stessi e soprattutto per una moltitudine di incolpevoli, come quei napoletani, delinquenti comuni e non ultras, che per molto tempo ricorderanno Udine come l'ultima trasferta.

L come Lotito: romanista militante, laurea Honoris causa.

M come Milito: dove passa lui, l'erba non è che non cresca più, però è sempre bruciata da una traiettoria all'angolino. Giardiniere.

N come neuroni: sta a Balotelli dimostrarci quanti in realtà ne abbia davvero, nel frattempo continuiamo a goderci le conferenze i Mourinho, per le quali troveremmo giusto pagare l'ingresso.

O come oriundi: termine che, nell'ultima accezione in ordine di tempo, traduce il "paraculismo" di Marcello Lippi, ora che Amauri è soltanto un cognome sbiadito su una maglia in chiaroscuro.

P come punto decisivo: la Schiavone, in Fed Cup contro l'Ucraina Bondarenko. Prendiamo a racchettate il futuro, non è mai troppo tardi.

Q come quintessenza: lo è, del calcio, ogni prestazione di Wayne Rooney, da molto tempo a questa parte. Mettete da parte i goal, le giocate e gli sprazzi migliori: avreste comunque un contributo alla causa fuori dal comune.

R come religiosità: è nauseante vederla sbandierata nei sottopancia di ogni esultanza, di ogni pareggiotto livornese, di ogni fischio finale. Se fossi Gesù, con tutto il rispetto, sarei molto deluso, dopo tutto quello che avrei fatto e sofferto, di essere finito su una t-shirt di Legrottaglie. Chi ce l'ha, se la tenga, la coltivi per sé, la viva; non ne faccia un passaporto per qualche titolo in più.

S come Superbowl: tutto perfetto, dalla ragazzina premiata per il miglior tema sulla partita fino all'inno da pelle d'oca assicurata. perché i nostri eventi sportivi non possono arrivare a quella soglia di entusiamo, di organizzazione, di guadagni? Oltretutto, da quelle parti vincono tutti, chi più chi meno, non sempre i soliti noti. Sarà anche questo a far la differenza?

T come terapie: Ranieri in primis; ma anche Cosmi, Mihajlovic, Mutti, Delio Rossi; in un certo senso anche Del Neri, pure se lui non è subentrato che a se stesso, nella gestione doriana. E' il campionato della psicoterapia, individuale e di gruppo, per chi è stato ripreso sull'orlo del precipizio. Alla fine, comunque vada, sarà Freud a spuntarla.

U come unico: non è il modello per le tasse, è Pastore quando è in serata.

V come Vucinic: dovrebbe firmare i contratti in proporzione al peso specifico dei goal che segna. Allora diverrebbe lui, in breve tempo, l'acquirente ideale per la Roma.

Z come Zanetti, il Saverio interista. Un monumento che cammina, anzi corre, scaricando ancora il contachilometri. Giocatori così appartengono a tutto il calcio, non solo a una tifoseria.


Paolo Marcacci