Segue l'intervista integrale trascritta da romanews.eu
Sei qui proprio nell'anniversario del tuo esordio in serie A e dopo una vittoria sul Genoa.
“Il Genoa un’esperienza di due anni importante per me. Venendo dalla Primavera e dopo l’esordio in A con la Roma sono andato al Genoa in B dove ho vinto il premio di miglior giovane e vinto il campionato”.
Un amore nato subito con i tifosi.
“La mia più grande soddisfazione è stata questo amore spontaneo. Io da parte mia ho messo tanta professionalità da calciatore, poi sono diventato responsabile del settore giovanile e ora direttore tecnico. È un rapporto semplice, non ho fatto mai fatica a fare questo, fare il calciatore lo sognavo da quando ero piccolo. Qui c’è un pubblico straordinario, un pubblico in questa maniera, per quello che ti fanno sentire e quanto sono attaccati è incredibile. Come fai a non parlarne bene?”.
Sei sempre molto attento al rapporto con loro.
“Basta pensare che con dieci, quindici minuti si può fare felici i tifosi. Anche quelli che aspettano fuori Trigoria con pioggia e vento. Basta fermarsi un po’ con loro per renderli felici. Sono queste soddisfazioni che ti portano a certi livelli e non bisogna mai dimenticare questo affetto”.
Cosa ti viene in mente se pensi al rapporto con i tuoi figli?
“Emozione. La cosa più importante è la stima e il rispetto tra noi. Questo grazie alla mamma, io ero sempre in giro con la nazionale e le trasferte. Dare un’educazione importante ai figli è fondamentale. Il rapporto tra i due fratelli è la cosa più bella. Quando metti al mondo i figli e poi trovano le persone giuste è la cosa più importante”.
Due ragazzi generosissimi…
“Soprattutto Andrea, dovunque va gli vogliono bene. Daniele è più tranquillo”.
Daniele dice che Andrea a livello tecnico è più bravo di lui.
“Andrea a livello tecnico è anche molto più bravo di me. Solo che dopo un Viareggio con la Roma ha avuto il problema alla caviglia, poi alla spalla. Daniele ha un altro carattere, non guarda in faccia nessuno”.
Ci ricordiamo il tuo sguardo dopo il suo gol in Roma-Cagliari.
“Per un figlio c’è soddisfazione, ma in questo momento sono direttore tecnico della Roma spero sempre vinca la Roma. Si parla di esultare o meno, lui è a Cagliari a 9 anni”.
Magari meritava più attenzione dalla nazionale.
“Io penso che la cosa bella che dice è che la sua nazionale è il Cagliari. Lì sta bene, Cellino ha ricevuto molte offerte in questi anni, ma non si priverebbe facilmente di Daniele. In campo dimostra la sua personalità e si è scrollato il peso del cognome. Questo mi rende molto felice”.
La soddisfazione più grande della tua carriera?
“Inutile nasconderlo, qui sono arrivato nel 1973/’74, ho vinto tanto con la Primavera. E il coronamento è vincere lo scudetto e vedere i tifosi festeggiare. Lo scudetto è il massimo”.
Più del Mondiale? Anche Totti la pensa così
“ Sì, lo scudetto è un sacrificio di un anno, con la squadra in cui sei cresciuto”.
Certo, anche il mondiale…
“Per un calciatore arrivare in Nazionale è il massimo, figurarsi vincere un mondiale, è una cosa che non si può descrivere”.
Nell’ultimo turno di campionato la Roma ha battuto il Genoa. Una squadra che per te vuol dire molto.
“Assolutamente sì, perchè il Genoa mi ha permesso di farmi le ossa. L’anno che sono andato a Genoa ho disputato un grande campionato in serie B, dove poi sono ritornato tramite lo scambio con Pruzzo. Il Genoa vuol dire tanto per me. Quando Gigi Simoni mi prese da ragazzino non erano tanto contenti, ma poi abbiamo fatto un grande campionato e siamo tornati in serie A”.
Domenica grande vittoria contro una squadra che gioca un buon calcio.
“Sì, eravamo abbastanza preoccupati. La sera con il mister ci siamo messi a vedere dei filmati per come aggredire il Genoa. Per cui sapevamo di incontrare una grande squadra. Però poi domenica anche la formazione di Gasperini si è trovata davanti una grandissima squadra”.
Partita perfetta della Roma.
“La nostra bravura è stata soprattutto dettata dalla velocità. Abbiamo visto tre gol che sono da manuale del calcio. Quando ci sono polemiche, senza rispondere a Preziosi e Gasperini, bisogna ricambiare con queste prestazioni”.
Sulle dichiarazioni di Preziosi e Gasperini.
“Penso sia l’ultima squadra che si debba lamentare visto quello che è successo all’andata”.
Tutti grandi gol contro il Genoa.
“Sono i movimenti collettivi che ti portano a questo. Cicinho, Perrotta e Totti hanno fatto un’azione da manuale del calcio. Poi la cavalcata straordinaria di De Rossi e lo stesso Vucinic che ha concluso in quella maniera. Infine il gol di Julio, che l’ha messa lì dopo aver saltato due uomini. Questa è la risposta più importante al Genoa”.
Cicinho come sta?
“Ha un problema al collaterale. Quando l’abbiamo visto che piangeva, pensavamo al peggio. Invece speriamo di recuperarlo al più presto e siamo contenti”.
Ai tifosi piacciono molto le tue esultanze dopo i gol della Roma.
“Il calciatore si sfoga in campo, per il dirigente invece stare fuori è una sofferenza. Soprattutto in certe partite”.
Questo è un gruppo unito, meglio della Roma di Capello. Sei d’accordo?
“Non lo so, perchè con Capello non l’ho provato. Posso dire, però, quello che provato io quando ho preso in mano la squadra prima che arrivasse Spalletti e il suo staff. Luciano ha portato una grande cultura del lavoro. Lui pretende sempre di più, anche quando si fanno le cose bene. Vuole sempre la squadra tirata. Per poter vincere qualcosa devi dare continuità a questi ragazzi. Per cui è un gruppo stupendo, che è riuscita a fare cose straordinarie in questi anni”.
Quella di inizio anno non era la vera Roma.
“Io penso che i ragazzi abbiano fatte un po’ mente locale per capire che non potevano essere quelli gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Il merito è loro, sapevano la loro forza e lo stanno dimostrando”.
La Juve al secondo posto può essere ripresa?
“Abbiamo le potenzialità per riprenderla. Dobbiamo pensare partita dopo partita. A Reggio Calabria, per esempio, abbiamo pareggiato su un campo incredibile. La squadra ha fatto bene e faccio i complimenti a tutti. Dobbiamo interpretare le gare come con il Genoa, cioè pensare che ogni partita è importante per risalire la classifica”.
I pareggi di Bologna e Reggio hanno impedito alla Roma di fare quei 4 punti in più che facevano molto comodo.
“Sono episodi che ci stanno. Abbiamo tutto il tempo di risalire”.
Baptista ha inciso parecchio in questa stagione.
“Sapevamo cosa andavamo a prendere quando siamo andati a Madrid per questo calciatore. Dopo un problemino fisico inziale, ha fatto vedere il giocatore che è. Giocatore importante per questa squadra. Anche Menez sarà importante in futuro”.
Spalletti ha definito Menez una schioppettata sui 60 metri.
“Quando ci lavori giornalmente ti rendi conto di quello che è capace questo ragazzo. Come lo stesso Riise. All’inizio hanno trovato tutti delle difficoltà, ma come tutta la squadra. John è un giocatore esemplare, un grandissimo professionista e non si ferma mai davanti alle difficoltà”.
Menez ha grande tecnica.
“Di tecnica ne ha da vendere. Sa come saltare l’uomo, sa dare la palla giusta e sa fare gol. Ha tutte queste caratteristiche che possono fare la differenza”.
Su Brighi.
“Ragazzo eccezionale, grande professionista. Abbiamo dei ragazzi stupendi, degli uomini, che possono raggiungere obiettivi importanti”.
Bagarre Champions, si teme soprattutto la Fiorentina…
“Anche per gli ultimi risultati…”.
Davvero un peccato la vittoria in extremis con la Lazio.
“Io guardo quello che fa la Roma poi giudica il tempo, dobbiamo essere bravi noi, chiaro che ora inizano ad avere continuità. Attenzione anche al Genoa che è un’ottima squadra”.
E domenica si va a Bergamo, contro l’Atalanta che ha battuto il Cagliari di Daniele. A proposito: che grande campionato sta facendo…
“Grande campionato, difficile che Cellino tenesse il tecnico dopo quell’esordio, ma è stato bravo”.
Quanta soddisfazione c’è per il tuo lavoro col settore giovanile?
“Tanta, anche perché anche adesso abbiamo sei nazionali in Italia-Brasile e due vengono dal vivaio. Grande soddisfazione”.
De Rossi era già grintosissimo da ragazzino.
“Sempre tignoso, fin dai primi stage estivi. Sempre questo carattere”.
Anche Alberto, che sta cercando di tornare ai suoi livelli.
“Il discorso lo sappiamo, sappiamo i problemi che ha avuto. Per noi è il centrocampista del futuro, dimostrerà ancora la sua bravura e sono contento della convocazione”.
Si sente di fare i complimenti a Spalletti?
“Non glieli faccio, perché lui non è mai soddisfatto, cerca sempre di trovare il meglio. La cosa importante è quello che ha fatto, che sta facendo e che farà per la Roma. Meglio non si poteva trovare”.
Che bella famiglia che è questa Roma.
“Sì, da parte mia non potrò mai dimenticare che allenatore mi ha voluto Rosella Sensi, ero a casa per il mio compleanno, mi fece questa chiamata e non potevo dire di no. Con lei ho un rapporto particolare. Maria ti dà gioia e carica, è una persona stupenda come era il nostro Presidente. Per quello che ha fatto per questa squadra bisogna sempre dire grazie a questa famiglia”.
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