(Corriere dello Sport – R.Boccardelli) Prima ancora che un grande campione, la Roma cedendo De Rossi perderebbe l’anima, l’essenza più profonda dell’essere un giocatore giallorosso, del portare quella maglia. Nessuno come De Rossi infatti, incarna il carattere romano e romanista in campo. Un tifoso col numero 16, uno che non ci sta mai a perdere, uno che lascia sul terreno di gioco tutto quello che ha prima di arrendersi.
Zeman, l’uomo dal 4-3-3 non cotrattabile, è stato sibillino sulla posizione di Daniele, indicandolo sempre come centrocampista che può giocare ovunque nei tre, ma affidandogli in campo la posizione centrale che il ragazzo sembra ormai prediligere. E se è vero che la Roma ha preso due giocatori che possono anche giocare centralmente, vale a dire Bradley e Tachtsidis, è anche vero che il valore assoluto di De Rossi e l’incidenza tecnico-tattica sul gioco fanno di Daniele di gran lunga il centrocampista numero uno della Roma.
Da non dimenticare che in più di un’occasione De Rossi si è sacrificato in ruoli non congeniali (centrale difensivo) per dare una mano a una squadra che non lo valeva. E spesso si è dovuto schiacciare sulla difesa per dare una mano a un reparto che, soprattutto nell’ultima stagione, faceva acqua da tutte le parti. Questo a scapito delle sue qualità offensive e della partecipazione alla manovra d’attacc


